Da un articolo di Michelle Garnett e Tony Atwood
Durante un percorso diagnostico per autismo in una persona adulta, è piuttosto frequente che la persona chieda anche se abbia un deficit attentivo (ADHD).
Quindi, cosa comporta un assessment diagnostico per l’ADHD? E la diagnosi può esser desunta durante un percorso per autismo?
Diagnosi di Autismo
Le migliori pratiche per un assessment diagnostico per l’autismo prevedono di trascorrere con la persona almeno un’ora, ma normalmente anche più di tre ore. E’ importante ottenere dati psicometrici, normalmente attraverso dei questionari, oppure dalla valutazione di particolari abilità, come ad esempio la capacità di leggere la comunicazione non-verbale, o di comprendere le emozioni negli occhi degli altri. E’ necessario anche raccogliere informazioni collaterali, da altre persone, come ad esempio il partner, o un membro della famiglia, o gli amici. queste informazioni possono essere prese attraverso questionari autosomministrati, oppure con un appuntamento telefonico o in presenza.
VAlutare l’adhd
E’ sia possibile, sia certamente preferibile, valutare l’ADHD mentre si sta facendo una valutazione per l’autismo. Per entrambe le condizioni è molto importante prendere informazioni sulla storia di sviluppo della persona, dalle sue primissime memorie, fino alla fine delle scuole superiori. Durante un colloquio per valutare l’autismo, ci sarà molta attenzione sugli aspetti sociali dell’infanzia e dell’adolescenza, mentre per l’ADHD è necessario approfondire particolarmente gli aspetti accademici dell’esperienza scolastica. In particolare, sulle capacità della persona di focalizzarsi, di prestare attenzione, di organizzare i propri pensieri e il proprio tempo, quanto sia capace di pianificare e darsi delle priorità nell’apprendimento scolastico; è prezioso ottenere verifiche di questi aspetti dai report scolastici scritti dagli insegnanti.
Essere autistico e adhd
La letteratura ci sta mostrando oggi che è molto comune una diagnosi in comorbidità tra autismo e ADHD e si ritrova nella maggioranza (60%) dei bambini e adolescenti (Stevens, Peng and Barnard-Brak 2016). Una meta-analisi di 63 diversi studi, ancora più recente, mostra un range tra il 40 e il 70% (Rong et al, 2021). Anche se una persona non soddisfa tutti i criteri per l’ADHD, mostra spesso dei frammenti di questa condizione. Abbiamo anche riscontrato come spesso gli adulti autistici e ADHD abbiano successo a scuola o all’università, ma quando la loro vita diventa più complessa, per esempio per una convivenza, il mutuo o la famiglia, inizino ad avere significative difficoltà nel gestire e portare a termine le differenti e multiple richieste in fatto di tempistiche ed attenzione. Senza la consapevolezza del proprio essere ADHD, la persona può iniziare a dubitare della propria autoefficacia, ed anche della stima di sè, dal momento che sente di fallire dei compiti di vita quotidiana che “tutti gli altri” sembrano gestire bene. Abbiamo visto molti adulti autistici arrivare alla nostra clinica per problemi depressivi, e poi capire che la motivazione della depressione era un ADHD mai trattato.ion, only to discover that the driving force of the depression is untreated ADHD.
LE nostre raccomandazioni per i clinici
Nel momento in cui si inizia un processo diagnostico per autismo, noi raccomandiamo di fare uno screening anche per l’ ADHD, e di essere preparati a valutare in modo completo anche l’ADHD, o comunque di spiegare che potrebbero essere necessari ulteriori apporfondimenti per quello.
Ci sono vari strumenti di screening per ADHD in età adulta. Noi usiamo l’ Adult ADHD Self-Report Scale (ASRS) from Novopsych. La scala ha una buona consistenza interna, e validità; ha alta sensibilità e moderata capacità predittiva , suggerendo che difficilmente non evidenzia caratteristiche in una adulto che ha l’ADHD. Le norme sono basate su un’ampia popolazione…
Come in ogni procedimento diagnostico, è fondamentale valutare non solo l’inclusione ed esclusione nei criteri diagnostici, ma definire anche l’ntervento e un piano di supporto. Talvolta può apparire probabile un disturbo dell’apprendimento sottosoglia, e saranno necessari ulteriori valutazioni psicometriche.
Normalmente, la diagnosi di ADHD richiede la comprensione e l’osservazione del funzionamento della persona in differenti contesti, come ad esempio la scuola, il tempo libero, il lavoro e la famiglia. Multiple fonti di informazione renderanno il percorso diagnostico più accurato ed affidabile.
L’inclusione di un assessment neuropsicologico dipende dal giudizio clinico. La nostra opinione è che una valutazione neuropsicologica sia utile nel momento in cui siano richieste maggiori informazioni per essere certi di ottenere il supporto necessario, o supporto per l’università o il lavoro. Questo tipo di valutazione implica test sulla memoria a breve termine uditiva, la memoria di lavoro, l’attenzione, la concentrazione e la pianificazione.
Una volta formulata la diagnosi, occorre confrontarsi col cliente sulle opzioni di trattamento. Esistono evidenze che suggeriscono che può essere di grande aiuto una combinazione di sostegno farmacologico, regime alimentare, cambiamento nello stile di vita e uso di particolari strategie per minimizzare l’impatto dell’ADHD sulla propria vita quotidiana. Se viene redatta una diagnosi di ADHD, bisogna fare riferimento a psichiatri che siano formati nell’ambito per considerare l’uso di farmaci specifici.
Liberamente tradotto da articolo di Tony Attwood e Michelle Garnett. Link originale: https://attwoodandgarnettevents.com/do-i-have-autism-and-adhd/


